multinazionali americane

SALAFITI sharia, E FARISEI talmud AIPAC, STANNO SOFFOCANDO A MORTE L'UMANESIMO BIBLICO DI ISRAELE ] la nostra ultima speranza: in una morsa mortale! [ cioè, PRIMA CHE SATANA POSSA ESSERE TUTTO IN TUTTI! Infatti sanno tutti, che i nostri poteri istituzionali sono: occulti esoterici massonici e soprannaturli, cioè, simbolici cabalistici! ed ogni simbologia è religione! Loro hanno già da deceni il potere assoluto politico e finanziario ed il controllo monopolistico delle risorse, quindi il loro obiettivo non può essere economico o politico, loro vogliono possedere: in satana, tutte le anime di tutti gli uomini del pianeta! NON IN CONTROLLO GLOBALE, MA IL CONTROLLO ASSOLUTO! Ovviamente, ERDOGAN lui pensa di uscirne vincitore, perché ARABIA SAUDITA gli ha detto: "tu non ti preocupare, saremo noi a metterla in culo a tutti!"

my holy JHWH ] ma, lei la mia piccina ISRAELE? lei non potrebbe mai farcela senza di me!

a MERKEL TROIKA ] [ smettila! l'INFERNO è pieno di leggi buone che i poveri non potranno mai utilizzare! ] è INDISPENSABILE AGIRE IN MODO STRUTTURALE SIA SUL DEBITO PUBBLICO CHE SUL DEBITO PRIVATO! incomincia a bruciare i tuoi titoli bancari, per non far morire di disperazione i popoli!

a MERKEL TROIKA ] [ ma, è proprio questa la tragedia nella tragedia! in tempi di recessione, come i nostri, molti inquilini non possono pagare l'affitto, e ti devi accontentare di quello che, loro ti possono dare, perché le spese di sfratto, e la vandalizzazione dell'immobile, per atto di sfregio, sono onerose, e non più recuperabili! INOLTRE I LOCALI COMMERCIALI RIMANGONO SFITTI! ma, tu alla Banca, che, ti ha dato il mutuo e che è piena di prodotti derivati finti? tu queste cose alla Banca, non le puoi andare a dire! Per legge devono essere immediatamente dimezzate, al 50%, tutte le rate dei mutui! Questa è la dimostrazione matematica della estorsione del sistema bancario: azionisti privati farisei SpA Banche CENTRALi ] gli interessi a 25 anni, di un mutuo ipotecaro, superano del 100% il denaro avuto in prestito, e nel caso degli immobili prima casa, questa rata, non può essere recuperata dagli utili (affitti) neanche, per il 50% della rata che si deve versare alla Banca, se a questo si aggiunge la tassazione, di una seconda casa, che per 200 mq è pari a 1600 euro l'anno, da questo si capisce come la nostra struttura sociale è destinata a collassare sotto il debito.. è per nascondere questo crimine, di usura e satanismo e predazione dei popoli, che il sistema massonico Bildenberg, Banche Centrali ci farà uccidere tutti dalla guerra mondiale!
a MERKEL TROIKA ] [ smettila! VOI AVETE APPROFITTATO DI MARIO MONTI, che per le cose che ha dette in Internet e soltanto a guardarlo in faccia? lui non sembra una persona che sta proprio bene! ] tu CON LA INVENZIONE DELL'EURO, per la prima volta, voi vi siete svegliati in enorme surplus di bilancio, e noi ci siamo svegliati poveri, perché, noi abbiamo pagato l'euro: il 40% in più del suo valore, infatti, non poteva essere conteggiata la nostra economia sommersa, che è nel sommerso, proprio per sfuggire ad una disonesta tassazione soffocante usurocratica e devitalizzante! RESTITUISCI, AI POPOLI EUROPEI IL MAL TOLTO O QUESTA EUROPA ANDRà IN FRANTUMI!
a MERKEL TROIKA ] [ smettila di dire che in internet io sembro molto più pazzo di Mario MONTI! ] IO IN INTERNET SONO UN PERSONAGGIO VIRTUALE, E NON UNA PERSONA reale! .. E poi, a me: "è la sete di giustizia" che mi fa sparlare, non il tuo club Rothschild Bildenberg, che non ha votato nessuno, e che con il ricatto della magistratura massonica, tiene in pugno, terrorizzati, tutti i nostri politici!
lo sanno tutti Maometto aveva la buona intenzione di essere un bravo musulmano, ma, di fatto lui ha finito per fare ISIS sharia in Arabia Saudita Al-Quaeda Allah akbar, Obama Sodoma culto l'anticristo, alleato, per fin di bene: la conquista del mondo Califfato Saudita MECCA Caba! .. e tutti vissero felici e contenti! Islam spread by all the word sharia nazism terror coercion by satana: STOP THIS EVIL ISLAM SAUDI ARABIA AGENDA TERRORISTS JIHAD SALAFIS CULTO MECCA CABA! STOP SHARIA

Emanuele Callioni  Data:  03/09/2015 12.54 Da: Emanuele.Callioni@mediaset.it Letto: https://www.youtube.com/user/noahNephillim  Allegati: ] LUI NON MI RISPONDERà MAI, E NEANCHE BERLUSCONI MI RISPONDERà, PERò IL SUO COMPUTER CONTRO LA COSTITUZIONE E CONTRO IL DIRITTO UNIVERSALE E NATURALE DELLA LEGITTIMA DIFESA MI HA MINACCIATO UGUALMENTE! [ Le informazioni trasmesse sono destinate esclusivamente alla persona o alla societa' in indirizzo e sono da intendersi confidenziali e riservate. Ogni trasmissione, inoltro, diffusione o altro uso di queste informazioni a persone o societa' differenti dal destinatario e' proibita. Se ricevete questa comunicazione per errore, contattate il mittente e cancellate le informazioni da ogni computer.
SILVIO BERLUSCONI MI HA DETTO, IN MODO SOTTINTESO: "FOTTITI TU, IL TUO ISRAELE, IL TUO CRISTIANESIMO, IL TUO GENERE UMANO, E FOTTITI CON IL TUO SITO DI DENUNCIA FARISEI MASSONI COMPLOTTISTI BILDENBERG NUOVO ORDIME MONDIALE!" INFATTI, LUI MI HA FATTO CHIUDERE https://www.youtube.com/user/noahNephillim [CHE ERA QUESTO IL SUO VERO OBIETTIVO ] MI RICORDA LA STESSA RISPOSTA DI ROTHSCHILD AD UN GIORNALISTA: "SE TU HAI LE PALLE VIENI AL CONGRESSO!" CIOè PER FARE UNA LEGGE CHE MI DICHIARI COME CRIMINALE INTERNAZIONALE s.P.a. NWO 322 BUSH 666 KERRY OBAMA LA ABOMINAZIONE MERKEL TROIKA DELL'ANTICRISTO!!
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OK! LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO! GIù LE MANI DALLA CHIESA! ] L'UNICO POSTO DI UNA NOTA LOCALITà TURISTICA DOVE NON SI PAGA IL PARCHEGGIO? è PROPRIO INTORNO ALLA CHIESA! ORA CI FANNO PAGARE ANCHE L'ARIA CHE RESPIRIAMO! QUESTO NON è PIù UN MONDO DOVE I POVERI, schiacciati dalla grande usura Banche Centrali s.p.A., POSSONO VIVERE: ancora! [ Il Vaticano ha stabilito che le persone transgender non possono essere padrini nella Chiesa cattolica, il che ha sollevato un polverone nei media secolari e tra gli attivisti, soprattutto in Spagna, dov’è esploso il caso. Alex Salinas, della città spagnola di Cadice, è nato donna, ma ora ha una carta d’identità maschile ed è in […]

IDF Rescues US Jews from Arab Lynch Mob in Hevron ] IDF Rescuse 5 American Boys From Lynch Mob in Hevron [ Five Jewish tourists from the US mistakenly entered the Arab-controlled section of Hevron Thursday, where they were attacked by a mob that threw firebombs and rocks at them, the IDF and police spokesman said. A local Arab took them into his home, where they awaited rescue by the IDF. Forces from the Hevron District police and Judea and Samaria police, assisted by an IDF force, entered the neighborhood and rescued them. Two of the men are in moderate to light condition. They have been taken to receive medical attention. Photos from the scene show a pair of tefillin [phylacteries - ed.] lying on the road, belonging to one of the victims who escaped during the attack. According to reports from emergency service ZAKA in Hevron / Kiryat Arba, a firebomb was hurled at their vehicle, which went up in flames.
Watch Here. A report from the Hatzala emergency service of Judea and Samaria said that one of them is bleeding from the face. The latest reports said that the IDF has reached the men and that they are being taken to Israeli-controlled territory. They have been alternately described as haredi and as yeshiva students. Large IDF forces are combing the area where the attack took place and investigating the event. Source: Arutz Sheva

FARISEI MASSONI SALAFITI GENDER S.p.A. Banche Centrali, voi senza i cristiani "luce del mondo e sale della terra?" voi vi godrete un pianeta trasformato in un inferno, perché è dall'inferno che voi siete nati! [ NON VI PREOCCUPATE NOI CRISTIANI ANDIAMO TUTTI IN PARADISO E VI LASCIAMO QUESTO INFERNO DI PIANETA.. NON VI PREOCCUPATE, NOI TOGLIAMO IL DISTURBO! ] 2015_8_Dossier Macroanalisi [ Dunque il nostro focus si allarga e prende in esame molte realtà in questo ultimo dossier del 2015. Ecco cosa troverete:
1) Olanda: Tensioni fra cristiani e musulmani nei centri di accoglienza [ la marea nera maomettana sharia uccide tutto ]
2) India: L’Alta Corte dichiara che i cristiani convertiti hanno ancora una casta [ INDIA nega in modo formale la sua costituzione ]
3) Europa: L'islam politico è una minaccia per la democrazia?
4) Nigeria/Camerun/Ciad/Benin/Niger: La violenza dei Boko Haram si intensifica e diventa regionale
5) Repubblica Centrafricana: un conflitto complesso
6) Russia: Gli ortodossi diventano più aggressivi
7) Asia Centrale: sempre meno libertà religiosa
8) Messico e America Latina: Dati allarmanti. Buona lettura! 1 settembre 2015 | N. 08
Macro-analisi: allarghiamo la prospettiva
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https://www.youtube.com/watch?v=dHCAyJag_94 Iran is about to attack Israel and just tried to 3/25/2014 ] SE, ISRAELE NON FOSSE VIOLENTO? SI SAREBBE GIà ESTINTO, COME, ANCHE AFRICA, EUROPA SONO DESTINATE A DIVENTARE UN CALIFFATO! QUESTA STORIA EMOTIVA DEI BAMBINI PALESTINESI, CHE, in realtà, SONO LE VITIME DELLA EGOMONIA SAUDITA SUL MONDO, è UN FUMO NEGLI OCCHI DEGLI STUPIDI CHE NON RIESCONO A VEDERE TUTTI I GENOCIDI CHE LA LEGA ARABA, HA FATTO, STA FACENDO E FARà IN FUTURO, PERCHé L'ISLAM SHARIA è IL NAZISMO AUTORIZZATO SOTTO PROTEZIONE ONU USA! Russia e Cina, in questo scenario, non possono perdere i loro alleati islamici, che, è perché, la guerra mondiale: in Siria ed Ucraina, ormai è già iniziata!
OBAMA GENDER è IL PIù GRANDE TERRORISTA ISLAMICO DELLA STORIA DEL GENERE UMANO! WATCH: How Will Iran Spend Over $150 Billion? The next time someone tells you that Iran will use the money from the nuclear deal to support its economy and improve the country, make sure you show them this video.
Prior to the nuclear deal, Iran was suffering from crippling economic sanctions imposed by the P5+1 powers aimed at getting the Islamic Republic to suspend its uranium enrichment program.
Still, Iran managed to allocate funds in order to promote terror around the world, and especially against Israel.
Can you imagine what Iran will do another $150 billion? Watch this video and see for yourselves. Iran's Intercepted Weapons Shipment Unloaded in Israel Pubblicato il 09 mar 2014 Iran's Intercepted Weapons Shipment Unloaded in Israel
On March 9, 2014, the IDF completed the unloading and inspection of the weapons containers uncovered onboard the Klos-C. This concluded Operation Full Disclosure, aimed at preventing the smuggling of advanced weaponry from Iran to terrorist organizations in the Gaza Strip.

IMAM OBAMA SHARIA GENDER L'ANTICRISTO, HA DECISO DI BOMBARDARE IL MONDO, AL POSTO DI BOMBARDARE IL NUCLEARE IRANIANO! ED ORA SOTTO RICATTO DI OBAMA, bUSH 322 kERRY, anche, ISRAELE è COSTRETTO A DIVENTARE UN SATANISTA,  complice di usurai massoni Merkel Troika, PER POTER SOPRAVVIVERE!  Ecco perché l'EUROPA verrà annientata! ed Erdogan si sta preparando per fare il suo massacro sharia in Europa! ] [ Palestinian Authority aims to unite with Iran against Israel ] [ In a renewed effort to bolster anti-Israel activity, PA Chair Mahmoud Abbas will visit Iran and is working to consolidate ties with the Islamic Republic. By: Palestinian Media Watch (With files from Atara Beck, World Israel News)
Palestinian Authority (PA) leader Mahmoud Abbas will be visiting Tehran in the near future in order to strengthen bilateral ties. Abbas Zaki, a senior official of Fatah, the PA’s ruling party, who is traveling to Iran to arrange Abbas’ visit, said the ties are “an inevitable step if we [the Palestinians] want to confront the Israeli occupation,” as reported this week in Al-Hayat Al-Jadida, the official PA daily. http://worldisraelnews.com/proof-found-irans-destabilization-middle-east/ Iran has been a significant supplier of weapons used in terror against Israel. For instance, it was behind the shipping of 50 tons of weapons to the PA on the ship “Karine A” that Israel intercepted in 2002 as well as the Iranian weapons-laden “Klos C” that the IDF captured in March, 2014. Earlier this month, Abbas had already sent a senior official to Tehran to deliver a personal letter to Iranian President Hassan Rouhani concerning “Israeli offensives against ‘our people and its holy places,'” according to the Jordanian online Watan News Agency. Ironically, it is the Jordanian Waqf (Islamic religious trust), which controls the Temple Mount in the Old City of Jerusalem, that abuses non-Muslims visiting the site.
PLO Executive Committee Member Ahmed Majdalani was sent “to repair its relations with Iran… and it was agreed to determine actual steps to bring the occupation to an end, in addition to Palestinian participation in resolving the Syrian crisis. This is due to the fact that http://worldisraelnews.com/abbass-fatah-party-to-hezbollah-we-are-resisting-the-same-enemy/ and the Iranian initiative to end the war taking place there intersect,” says independent Palestinian news agency Ma’an.

ma ISIS sharia [ grazie al supporto di IMAM USA, sharia Turchia e sharia ARABIA SAUDITA, sgozza tutti i cristiani, e trasforma: sotto pena di morte, in terroristi tutte le popolazioni locali! QUESTO CRIMINE DI GENOCIDIO E PULIZIA ETNICA è QUALCOSA DI ABNORME, RISPETTO A TUMANO, SALAFITI E FARISEI DEVONO SCHIAVIZZARE IL MONDO, E SE ISRAELE SI ALLONTANA DA ME, IL SUO RE LORENZOJHWH, SI TRASFORMERà UTTI I DELITTI CHE, ASSAD POTREBBE FARE! IN SIRIA SI COMBATTE LA ULTIMA BATTAGLIA, PER LA SOPRAVVIVENZA DEL GENERE DEFINITIVAMENTE IN UN SATANISMO! .. CHI DEVE AGIRE? è IL MOMENTO DI AGIRE! IO STO FACENDO SEMPRE BRUTTI SOGNI LA NOTTE! ] The spiraling crisis spurred the Security Council — usually paralyzed by divisions on Syria — to pass three resolutions last year aiming to increase humanitarian aid. The latest resolution, approved unanimously in December, extended cross-border aid deliveries to Syrians in rebel-held areas without approval from Damascus. La crisi a spirale ha spronato il Consiglio di Sicurezza - di solito paralizzato da divisioni sulla Siria - per passare tre risoluzioni dell'anno scorso volte ad aumentare gli aiuti umanitari. L'ultima risoluzione, approvata all'unanimità in dicembre, esteso consegna degli aiuti transfrontalieri ai siriani nelle zone controllate dai ribelli senza l'approvazione da Damasco.
perché si guarda al moscerino(armi chimiche) e non si guarda al Cammello di galassia jihadista ( USA, Turchia e ARABIA SAUDITA ) per il mondo? Istigazione e finanzimento del terrorismo islamico internazionale è di gran lunga il deliggio peggiore! ] NESSUNO HA SIMPATIA DEI DITTATORI ISLAMICI, MA, VOI CON CHE COSA LI AVETE SOSTITUITI? è CHIARO: ONU, USA, UE, e LEGA ARABA sharia, IN SE STESSA sono un CRIMINE DI GAN LUNGA SUPERIORE AI DITTATORI ISLAMICI! [ The UN Security Council has delayed action on Ban Ki-moon’s request to establish an investigation into chemical weapons use in Syria – thanks to Russia.
WATCH: When Iran Repeats ‘Death to America’ – It Means It! Iran has made it abundantly clear time and again that it hates America and seeks its destruction. With that in mind, here is a video that demonstrates Iran’s intransigence.
President Obama now has the necessary support in the US Senate to push forward the nuclear deal.
The majority of Congress, and the majority of the American people, oppose the deal. But the president is still pushing it forward. https://www.youtube.com/watch?v=RvMMglwjlnw America vs Iran - who is going to be-head?
Pubblicato il 02 set 2015. The "deal" with Iran. אנימציה: הנחומים איור ואנימציה.
So what has the US given up? Who is the sacrificial lamb? The answer appears to be Israel.
Despite the humorous content in this video, the message is painfully real. Israel and the West MUST fight against the deal.

Vescovo in campo contro il ddl Cirinnà scrive ai parlamentari della sua regione. «Cari parlamentari piemontesi, non firmate la legge sulle unioni civili» Gelsomino Del Guercio and Aleteia. 3 settembre 2015. «Egregio Onorevole, non voti la legge Cirinnà». Monsignor Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui (Alessandria), invita i parlamentari piemontesi e liguri, espressione del territorio sul quale insiste la sua Diocesi, a non approvare il ddl sulle unioni civili, il cui iter è ripreso in Commissione Giustizia di Palazzo Madama, per la discussione e l’esame degli emendamenti.
COSA DICE IL DDL CIRINNA’
Con questo disegno di legge si prevede l’equiparazione di fatto dell’unione omosessuale alla famiglia naturale fondata sul matrimonio, riconosciuta come tale dalla Costituzione (art. 29). L’unione omosessuale, infatti, verrebbe sancita di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di testimoni e l’atto che ne fa fede contenuto in apposito registro. I due partner godrebbero degli stessi diritti delle coppie sposate, ad eccezione dell’adozione, ma con garanzia della step child adoption, cioè la possibilità di adottare eventuali figli avuti da uno dei due partner dell’unione (Notizieprovita.it).
“LA CHIESA NON E’ CONTRO NESSUNO”
Monsignor Macchiardi, che rinnova la sua ferma contrarietà al ddl, cita ai parlamentari della sua regione le parole del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Cei: «La Chiesa non è contro nessuno. Crede nella famiglia come è riconosciuta dalla nostra Costituzione e come corrisponde all’esperienza universale dei singoli e dei popoli: papà, mamma, bambini, con diritti e doveri che conseguono il patto matrimoniale».
FAMIGLIA E ALTRE RELAZIONI SONO COSE DIVERSE
«Applicare gli stessi diritti della famiglia ad altri tipi di relazione – prosegue Bagnasco – è voler trattare allo stesso modo realtà diverse: è un criterio scorretto anche logicamente e quindi un’omologazione impropria. I diritti individuali dei singoli conviventi, del resto, sono già riconosciuti in larga misura a livello normativo e giurisprudenziale».

all Unione EUROPEA fuck you, bich: Merkel la cogliona troika! ] io pensavo che, tu non dovresti spaventarti troppo, solo perché: Obama IMAM, sharia USA, ARABIA SAUDITA sharia, ONU sharia, e Turchia sharia, tutti loro Boko Haram, ecc..  ecc.. tutti gli stramorti di Maometto all'inferno di allah akbar, loro hanno deciso di sterminare tutti i cristiani di Africa: anche, dopotutto tu hai lo spazio per accogliere la metà di tutti gli abitanti della AFRICA: io ho pensato!

è vero quello che ha detto ERDOGAN, cioè che, un tempo lontano, noi eravamo in Europa la più antica umanistica e grande civiltà, cioè, prima di cadere come vittime della MERKEL TROIKA, usurai Rothschild di farisei satanisti massoni Bildenberg Trilaterale, ecc. ecc. tutte Banche Centrali culto S,p.A. ] MA, NESSUNO HA CAPITO QUELLO CHE, ERDOGAN VOLEVA DIRE VERAMENTE .. allora, cosa ha pensato un maniaco religioso come lui? ecco cosa pensa Erdogan: "dopotutto, anche voi siete degli assassini come me! Anche le vostre mani sono macchiate di sangue innocente, io non sono peggiore di voi!" MA LA SUA INTENZIONE NON ERA SOLTANTO QUELLA DI FARCI DIVENTARE COME LUI COLPEVOLI DI DELITTI DI GENOCIDIO: no! ma, di renderci collettivamente, in modo corporativo degni di genocidio: di voto di sterminio, perché è scritto che: su colui che è colpevole di sangue innocente, su di lui pesa l'IRA di Dio.. ecco perché, lui si ritiene adesso, in diritto di fare il genocidio di tutti noi! LO SO CHE è UN RAGIONAMENTO DA COGLIONI, MA, I MANIACI RELIGIOSI ISLAMICI FARISEI IN SPECIE, E TUTTI GLI ALTRI IN GENERE? sono molto malati, e posseduti da demoni di religione!

Dear 666 Rothschild S.p.A. parassita! ] da quando io ho detto, che nel giorno del giudizio universale, io non lascerò disintegrare i demoni e le anime punite all'inferno, cioè tutti coloro che, vorranno fare i bravi ragazzi, per essere i miei sudditi? bene da quel momento il mio sito https://www.youtube.com/user/Noahthenephilim/discussion è diventato il canale più famoso all'INFERNO! [ L'account NoahTheNephilim è stato chiuso, perché abbiamo ricevuto diversi reclami di terze parti relativi a violazioni del copyright riguardanti materiale postato dall'utente. ] e nessuno si deve stupire di questa scritta minacciosa, questo canale è già stato aperto, e chiuso troppe volte! infatti, presto, questo canale verrà riaperto di nuovo, dai sacerdoti di satana, in qualche modo! [ non ha importanza il numero e la gravità dei delitti, coloro che vorranno ritornare a JHWH holy io non li respingerò, e non li riterrò colpevoli di nulla!
===================
IN QUESTI ARTICOLI C'è UNA APPARENTE, RAZIONALE FORMALE INCONGRUENZA, PERCHé IO  HO CONFUSO IL CANALE DI https://www.youtube.com/user/Noahthenephilim/discussion  [ CHE è stato chiuso ] con il canale https://www.youtube.com/user/noahNephillim  [CHE NON è STATO ANCORA CHIUSO] chiedo scusa, e comprensione ai miei lettori!
io divento cattivo! ] [ oggi stesso: i 5, oppure: 7, motori di ricerca: gli indicizzatori, che scannerizzano in automatico il mio blog http://blasphemy-shariah-genocide.blogspot.com/ hanno smesso di lavorare, oggi stesso, nei miei ultimi 44 articoli? non mi ha seguito più nessuno! E SE, I VOSTRI ALIENI DEMONI, SACERDOTI SATANA, E ZOMBIES CIA, DI GOOGLE DATAGATE, LORO NON MI VENGONO DIETRO? io divento cattivo!

Kosovo: tensione a Mitrovica nord dopo l'omicidio del consigliere comunale Janicijevic
Pristina, 16 gen 18:08 - (Agenzia Nova) - Sale la tensione a Mitrovica nord, città roccaforte dell'enclave serba in Kosovo, dove nella notte tra ieri e oggi è stato assassinato a colpi d'arma da fuoco Dimitrije Janicijevic, consigliere dell'Assemblea municipale eletto dalle fila del Partito liberale indipendente (Sls), formazione politica favorevole all'integrazione della regione settentrionale a maggioranza serba nelle istituzioni di Pristina.
gennaio 18, 2014 di byebyeunclesam, Natale ortodosso in Kosovo Metohija,
Dopo il giorno di ricorrenza dei morti a novembre, in Kosovo Metohija le genti hanno vissuto spiritualmente la ricorrenza del Natale ortodosso il 7 gennaio. E, come profonda tradizione nella cultura e spiritualità slava, e serba in questo caso, non c'e' molta differenza tra credenti e laici; sono giorni ove ciascuno pur vivendoli in forme esteriori differenti, li vive interiormente come riflessioni/meditazioni nell'anima. Di questo ne sono testimone oculare per vita vissuta con loro, con Padri, ferventi credenti o figure laiche di onesti socialisti, di profondi patrioti, di integerrimi sindacalisti, diversi tra loro per visioni di società o idee politiche, ma fratelli e sorelle, compagni di situazioni che abbiamo vissuto e condiviso insieme, ai limiti delle nostre stesse vite…ciascuno possiede nell'anima radici spirituali profonde e saldissime. Anche questo, piacendo o non piacendo a taluni esperti di Serbia virtuale, e' il popolo serbo, e forse, ANCHE grazie a queste radici, che ha resistito per 17 anni alle aggressioni straniere ed ancora oggi resiste nel Kosovo. Forse in modo ancora più profondo, ciò avviene nella tragica realtà dei serbi del Kosovo, prigionieri in una moderna forma di apartheid: le enclavi; una realtà dove nessuno dei diritti fondamentali dell'uomo sanciti nella Carta delle Nazioni Unite e' rispettato, ancor di meno quelli sanciti nei primi dieci Articoli dei Diritti dell'Infanzia. Nel momento in cui il Consiglio Europeo discute, minaccia, sanziona circa i diritti umani in Siria, nel Kosovo Metohija, stato artificiale ed illegale, il mondo dovrebbe vedere cosa ha inventato e mantiene: una società dove la profanazione di tombe di famiglia, di luoghi sacri, di monasteri e luoghi spirituali e' quotidiana, e dove, da anni, vengono quotidianamente attaccati, vandalizzati, distrutti."
I giorni della spiritualità e del raccoglimento vissuti nel Kosovo martoriato, di Enrico Vigna continua qui.

I giorni della spiritualita'e del raccoglimento vissuti nel Kosovo martoriato -
Vigna Enrico
Dopo il giorno di ricorrenza dei morti a novembre, in Kosovo Metohija le genti hanno vissuto
spiritualmente la ricorrenza del Natale ortodosso il 7 gennaio. E, come profonda tradizione nella
cultura e spiritualita' slava, e serba in questo caso, non c'e' molta differenza tra credenti e laici;
sono giorni ove ciascuno, pur vivendoli in forme esteriori differenti, li vive interiormente come
riflessioni/meditazioni nell'anima.
Di questo ne sono testimone oculare per vita vissuta con loro, con Padri, ferventi credenti o figure
laiche di onesti socialisti, di profondi patrioti, di integerrimi sindacalisti, diversi tra loro per visioni
di societa' o idee politiche, ma fratelli e sorelle, compagni di situazioni che abbiamo vissuto e
condiviso insieme, ai limiti delle nostre stesse vite...ciascuno possiede nell'anima radici spirituali
profonde e saldissime. Anche questo, piacendo o non piacendo a taluni esperti di Serbia virtuale, e'
il popolo serbo, e forse,
ANCHE, grazie a queste radici, che, ha resistito per 17 anni
alle aggressioni straniere ed, ancora oggi, resiste nel Kosovo.
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Forse in modo ancora piu' profondo, cio' avviene nella tragica realta' dei serbi del Kosovo,
prigionieri in una moderna forma di apartheid: le enclavi; una realta' dove nessuno dei diritti
fondamentali dell'uomo sanciti nella Carta delle Nazioni Unite e' rispettato, ancor di meno quelli
sanciti nei primi dieci Articoli dei Diritti dell'Infanzia. Nel momento in cui il Consiglio Europeo
discute, minaccia, sanziona circa i diritti umani in Siria, nel Kosovo Metohija, stato artificiale ed
illegale, il mondo dovrebbe vedere cosa ha inventato e mantiene: una societa' dove la profanazione
di tombe di famiglia, di luoghi sacri, di monasteri e luoghi spirituali e' quotidiana, e dove, da anni,
vengono quotidianamente attaccati, vandalizzati, distrutti.
Cosi' e' stato a novembre nel giorno dedicato al ricordo dei propri cari scomparsi; la realta' dei
cimiteri e luoghi sacri nel Kosovo Metohija e' la fotografia della realta' della vita quotidiana dei
serbo kosovari. Quanti sanno, conoscono, che dal 2013 il " diritto " per un serbo, di visitare le
tombe dei propri cari, e' passato da DUE (2) volte all'anno a UNA (1) volta all'anno; si' perche' dal
2008 ( anno della secessione illegale dalla Serbia), solo in questo modo, in questa regione i serbi
possono visitare i propri cimiteri e pulire le lapidi e tombe, dove nell'arco dell'anno crescono
erbacce, rovi; oltre a levare escrementi e anche maiali, fatti pascolare provocatoriamente tra le
tombe, il tutto sotto scorta militare e spesso ingiuriati dai locali albanesi. Le stesse tombe e lapidi
che, se scampate alle devastazioni e alle profanazioni di questi 14 anni di " democrazia" vengono
costantemente spaccate, violate a colpi di mazze.
Nel cimitero del paese di Istok ( dove vivono solo piu' alcune famiglie serbe), oltre 100 tombe e
lapidi sono state distrutte
Il cimitero di Peć, uno dei più grandi cimiteri ortodossi in Kosovo,
è stato trasformato in una discarica dove gli Albanesi gettano i loro rifiuti.
I vandali hanno distrutto non solo le lapidi in marmo, ma anche bare e molti corpi e ossa dei defunti
sono stati estratti e portati via.
A Prizren 50 tombe sono state profanate al locale cimitero ortodosso nel corso degli ultimi mesi, ha
denunciato un sacerdote della Diocesi locale, aggiungendo che la profanazione e' avvenuta appena
una settimana dopo che i vandali avevano profanato circa 50 tombe nel cimitero ortodosso di
Kosovo Polje.
Altre tombe sono state profanate a Klokot (distrutte 27), Milosevo, Plemetina e Priluzje, qui e'
stato usato dell'esplosivo per fa saltare una pietra tombale appartenente ad una famiglia serba
locale.
Anche questo fa parte della realta' dei serbi resistenti nella propria terra, anche queste umiliazioni
sono pane quotidiano, con l'obiettivo di ferire, violentare e annientare le loro identita' spirituali e
religiose, che qui piu' che altrove, si fondono con la loro identita'
nazionale e culturale.
Nell'ultimo viaggio di solidarieta' anche questo veniva denunciato e raccontato, sottolineando che
anche questo minava ed erodeva la compattezza e unita' delle genti serbo kosovare, infatti dopo 14
anni di queste umiliazioni e vessazioni materiali e morali, alcuni hanno deciso di portare via i resti
dei propri cari e portarli in Serbia; mentre altri ritengono che fare questo, significa la resa totale,
significa consegnare assieme ai propri luoghi sacri, la propria storia, la propria identita', le radici di
un intero popolo e con questo sancire la r
esa al terrorismo, all'arroganza, all'ingiustizia.
Cosi' sono state vissute le giornate dedicate ai morti in quel lembo di mondo e in modo simile sono
passate le giornate della Nativita' dei cristiani.
Quanti ricordano che nel Kosovo Metohija in quattordici anni di "democrazia e liberta" oltre 200
chiese, monasteri e luoghi sacri sono stati vandalizzati e distrutti, alcuni dei quali patrimonio
dell'Unesco, nonostante esistano precisi obblighi internazionali contenuti nella Convenzione sulla
protezione del patrimonio culturale mondiale, adottati alla Conferenza delle Nazioni Unite di
Vancouver nel 1976.
L' Articolo 9 dice: "Il diritto di ciascun paese è quello di essere, con la piena
sovranità, l'erede dei propri valori culturali che sono il frutto della sua storia, ed è suo dovere
farne tesoro come valori che rappresentano una parte inseparabile del patrimonio culturale
dell'umanità...".
Evidentemente per la Serbia questo non vale.
Mappa dei luoghi sacri attaccati e distrutti dai terroristi albanesi, oggi governanti il Kosovo
Nel frattempo da agosto 2013 il responsabile della Kosovo SPU ( polizia del Kosovo) , ha
annunciato che membri di una unità detta Kosovo Security per il patrimonio culturale e religioso, ha
assunto il ruolo di protezione del Patriarcato di Pec e di altri 24 siti religiosi; il Monastero di Decani
e' invece ancora protetto dalle forze internazionali essendo ad alto rischio di attacchi. Cosi', dopo
oltre 200 chiese ortodosse serbe distrutte dal 1999, anno dell' occupazione militare della NATO
della Provincia serba, i piromani vengono messi a proteggere le case incendiate. Queste Unità
speciali della cosiddetta polizia multietnica in Kosovo per la tutela del patrimonio serbo e siti
religiosi, conta circa 200 agenti di polizia agli ordini direttamente del noto criminale di guerra Agim
Ceku ( nel 1992-'95, generale dei secessionisti croati, coinvolto nel genocidio dei serbi della
Krajina ), grande amico e con stretti legami con Stati Uniti e Germania.
Anche per il Natale, a parte un raccoglimento e una gioia spirituale generale e comune, le
condizioni in cui viene celebrato in Kosovo e Metohija oggi, sono molto diverse dalle condizioni in
cui questa festa viene celebrata in qualsiasi altro luogo del mondo.
Essa come il resto della quotidianeita' in quella provincia, e' inserita nella vita di un ghetto, la
realta' delle enclavi, aree delimitate materialmente e protette, dove tutta la vita delle persone ed i
suoi connessi avviene all'interno, fuori e' territorio ostile e nemico, con rischio della vita se si osa
uscirne. Una vita priva di opportunità, dei diritti umani fondamentali, compresa la libertà di
movimento;... anche quella di poter andare liberamente nei boschi per tagliare l'albero di Natale, il
Yule – log, che nella tradizione serba di questa festa, detta il badnjak, consiste nel bruciare un pezzo
di quercia giovane, a forma di tronchetto preso dai boschi. Ma oggi nel Kosovo, per un serbo uscire
dalle'enclave e andare in un bosco li' attorno, potrebbe significare rischiare la vita.
Il 6 gennaio
un autobus con sopra profughi serbi scappati da Djakovica, che stavano tornando a
visitare il paese in occasione del Natale e visitare la locale Chiesa dell 'Assunzione, e' stato
attaccato da manifestanti albanesi ed il loro autobus preso a sassate, spaccandone i vetri e ferendone
alcuni; impedendogli cosi' di vedere la Chiesa, in passato attaccata e danneggiata. A quel punto
sotto scorta dela poliza hanno dovuto andare via verso il Monastero di Decani, protetto dalle forze
internazionali.
Ogni anno la celebrazione del Natale in Kosovo per anni viene usata dai separatisti albanesi per
dimostrare la loro protervia e forza, dimostrando cosi' che i serbi non possono sentirsi liberi nel
proprio paese e non hanno diritto di celebrare liberamente la più gioiosa festa cristiana. Quest'anno
si potrebbe dire che è trascorso tutto bene perché non ci sono state risse o spari, tranne il fatto di
Djakovica ma il cosiddetto stato di Kosovo ha trovato altri modi, ancora più sottili per dimostrare ai
serbi e alla Serbia in che direzione va il loro futuro. Prima hanno rifiutato la richiesta del Presidente
della Serbia Nikolic di partecipare il 7 gennaio alla liturgia di Natale nel Monastero di Gracanica,
poi il giorno di Natale il responsabile del Governo serbo, dell'Ufficio per il Kosovo e Metohija,
A. Vulin, ha dovuto abbandonare la provincia su richiesta della polizia kosovara, per l'alto rischio
di incidenti; nel frattempo la stessa polizia kosovara ha arrestato dopo la liturgia, dieci giovani serbi
che si trovavano con Vulin. "...
È chiaro che si tratta di una provocazione, di una grave violenza.
Ho saputo ufficiosamente che stanno tentando di accusarli di disturbo dell'ordine e della quiete
pubblica, fino addirittura alla trasgressione dell'ordinamento costituzionale. Quando l'accusa è
così vaga, e quando tutto è possibile, sapete che si tratta di pura ingiustizia...",
ha dichiarato
Vulin. Forse sarebbe il tempo di rivendicare i temi della libera celebrazione del Natale, della
libera visita ai cimiteri, ai monasteri o delle proprie terre, perché il Kosovo è l'unico territorio in
Europa dove non esiste la libertà di movimento...Ma dicono che e' democratico.
Tuttavia pur in tali condizioni disumanizzanti, ai bambini nulla può togliere la gioia portata dalla
festa del Natale in sé, ed anche qui in questa terra martirizzata , sono i bambini che riescono ancora
a sentire, nonostante tutto, gioia, la gioia del Natale.
Questi bambini sono invisibili e inesistenti per la cosiddetta " Comunita' internazionale"
occidentale e la sua opinione pubblicain gran parte ormai lobotomizzata, quotidianamente indignata
o preoccupata per "diritti" negati o lesi in Paesi non loro alleati nella visione del mondo; a loro
basta poco per lenire la barbaria di vite negate dentro le enclavi; una festa, una ricorrenza, un dono
piccolo, semplice e in loro si rafforza la voglia, la gioia di vivere, comunque, nonostante tutto,
nonostante terroristi, vandali, criminali, indistintamente sostenuti dai nostri governi di vari colori.
E sono loro, i loro sorrisi, i loro semplici gesti di riconoscenza e affetto, che danno ancora a noi, la
forza dell'impegno alla solidarieta'concreta; che ci danno, insieme alle loro famiglie resistenti, il
senso della vita...o meglio un senso alla nostra vita, in questo occidente opulento e perso dietro
virtualita' e inutilita' esistenziali.
Milica Djordjevic di 8 anni, e' l'ultima bambina rimasta a Prizren, insieme a 22 serbi
Sono loro che ci aiutano a tenere accesa la fiammella della speranza in un mondo diverso e
migliore, con le loro famiglie che ancora non si sono arrese, difendendo le loro radici, i propri
diritti, i propri costumi e tradizioni, ed anche la propria spiritualita'...anche questo e' "resistenza"
alle ingiustizie ed ai potenti del mondo ed alle loro arroganze e violenze.
Tutto questo nel letale silenzio della cosiddetta " comunita' internazionale" occidentale, dei suoi
media, televisioni, giornali, siti web quotidianamente "indignati" per violazioni di "diritti umani"
in alcuni paesi, stranamente muti rispetto ad altri "scomodi", forse perche' allineati e subalterni
alle loro politiche ed interessi.
Natale nell'enclave di Gracanica
Per qualcuno potra' sembrare anomalo questo mio lavoro, ma penso che, soprattutto in aree
geografiche e storiche ben definite (di fatto tutto cio' che NON e' occidente, dall'Eurasia al mondo
arabo, a quello dell'estremo oriente, all'africanita', all'indigenismo latinoamericano); in situazioni e
fasi storiche definite, di arretramento di alternative reali e concrete, la spiritualità è utile
all'esistenza di una coscienza collettiva, per questo e'profondamente radicata nelle identità culturali
di molte società.
Gli stessi processi "rivoluzionari" della storia, molti con basi marxiste, hanno intrecciato le loro
politiche con i valori spirituali dei propri popoli e con i loro esponenti religiosi, se non ottusi o
peggio reazionari, caratterizzandole con intelligenza ed originalita'; da Cuba ( Castro con animismo
e cristianita') al Vietnam ( Ho Ci Minh e buddismo), dalla Cina ( Mao con taoismo e
confucianesimo), al Sudafrica ( Mandela, il vescovo Tutu e l'anglicanesimo), dal Nicaragua
sandinista ( Padre Ernesto Cardenal e cristianesimo) al Venezuela bolivariano ( Chavez e il
cristianesimo e l'animismo indigeno); il profondo e stretto legame, costato carcere ed esilio a
Mons. H. Capucci con la lotta del popolo palestinese; ai processi di emancipazione panarabi:
Nasser, Hussein, Gheddafi, Ben Bella e gli intrecci con le culture musulmane; vedere ai giorni
nostri come le fedi d'oriente siano in prima fila nella lotta per la difesa del proprio paese e popolo, e
ferocemente attaccate; fino ai processi di liberazione del secolo scorso dell'Africa e le difformi,
eterogenee
intrecciature
con le complesse diverse fedi dei propri popoli. Per non citare le vicende
della lotta di liberazione in Europa contro il nazifascismo, dove soprattutto nei paesi dell'Est, terra
dell'ortodossia, vi e' stata una sintonia di intenti e valori per la difesa della propria terra e patria;
dalla Jugoslavia ( fatta eccezione del clero croato, di fatto integratosi e identificatosi con la barbaria
nazifascista), a quello che forse puo' apparire sorprendente, e che fu di fatto l'unione di intenti tra
Stalin ed il Patriarca Alessio I, guida spirituale della piu' grande e forte Chiesa Ortodossa del
mondo, nella lotta contro l'aggressione nazifascista.
L'individualismo ha trovato il suo dispiegamento dall'inizio del secolo scorso, ma nella vita dei
popoli la necessita' della comunità è imprescindibile. Nei processi evolutivi storici la maggioranza
degli individui ha sempre avuto un vitale bisogno di identificarsi con una comunita'o gruppo sociale
di appartenenza. Anche facendo parte di un dato gruppo spirituale, gli individui trovano un conforto
e un supporto contro isolamento o vessazioni, traendone spesso forza per la sopravvivenza.
Queste schematiche e non certo esaurienti o profonde righe di sottolineatura, sono solo per
avvicinare il lettore alla realta' del Kosovo, perche' ritengo che raccontare come si vivono anche le
giornate della spiritualita' e del raccoglimento cristiani, sia un mezzo per continuare a denunciare
l'ingiustizia e l'oppressione di un intero popolo, in quel pezzo di Balcani. Nelle società ci sono
concetti variabili di spiritualità, in quelle terre socializzare con gli aspetti della spiritualità è molto
comune in tutti: credenti, laici e anche non credenti; l'ho visto, vissuto, condiviso stando tra loro e
con loro, con il profondo onore di esserne considerato parte, condividendo la loro realta', il loro
dolore, le umiliazioni, le ingiustizie, le tragedie, la paura e anche il terrore in situazioni vissute
insieme. Queste righe vogliono solo essere un accenno ai complessi e profondi legami tra gli aspetti
sociali e la spiritualità nella realta' del Kosovo Methoija.
Per cercare di far conoscere il come e perche' spesso, dentro processi e fasi della storia, eventi
politici si sono intrecciati lotte, resistenze, e la realta' delle credenze e delle fedi religiose, come
parti integranti di un unica societa'. Oggi nella realta' del Kosovo la spiritualità è una delle
principali forme di socializzazione, avendo perso la politica, nelle sue attuali leadership ogni
legittimita' ( ...ma questo vale anche a casa nostra...). I risultati di questa forma di socializzazione
sono molto particolari e complessi in una società, come quella kosovara, reduce da una guerra quasi
civile e con una violenza continua e quotidiana che continua, seppur non eclatante. La spiritualità in
quella regione investe l'intera struttura sociale in modo diretto o indiretto, e ne e' radicata parte; in
questa fase
essa svolge un ruolo positivo fondamentale di coesione e collegamento tra gli individui,
garantendo una identità nazionale collettiva, sia sociale, che politica e culturale, che si interseca
fortemente con una prospettiva di liberazione dall'oppressione, dall'ingiustizia e dall'arroganza dei
padroni del mondo, e' per esempio normale, che nelle manifestazioni di piazza, nelle iniziative di
protesta i padri ortodossi siano in prima fila e protagonisti, determinati nella denuncia della
situazione, cosi' come pronti e disponibili al dialogo ed al confronto sui temi e le questioni, finora
negato.
Semplicemente perche' li' sono, li' vivono, li' con il proprio popolo condividono la drammatica
realta', ne sono parte di essa...non sono scappati, non sono altrove.
La tradizionale distribuzione e condivisione del pane benedetto
Naturalmente e' fondamentale e necessario non avere una cultura ed un approccio eurocentrico,
quindi oppressivo; o saccente con verita' precostituite, quindi da far accettare.
Vidovdan. Guardo nel cielo, i secoli che passano. Le antiche memorie sono l'unica cura
Ovunque io vada, è a te che torno di nuovo, Perché nessuno può togliermi dall'anima il Kosovo.
Come l'eterna fiamma nei nostri cuori, La battaglia del Kosovo resta l'unica certezza
Ovunque io vada, è a te che torno di nuovo
Perché nessuno può togliermi dall'anima il Kosovo.
Perdonaci Signore tutti i nostri peccati
Dai coraggio ai nostri figli e alle figlie
Ovunque io vada, è a te che torno di nuovo
Perché nessuno può togliermi dall'anima il Kosovo.
Vidovdan e' un canto dell'epopea serba. Il 28 giugno di ogni anno, giorno di San Vito ("Vidovdan"), i serbi, commemorano la sconfitta del 1389
ad opera dei Turchi sulla piana di Campo dei Merli ("Kosovo Polje"), a pochi chilometri dall'odierna Pristina. A cura di Enrico Vigna – Gennaio 2014
Il nostro modesto FARE: la SOLIDARIETA' concreta
Progetto S.O.S. KOSOVO, METOHIJA S.O.S. Yugo slavia. – V. Reggio 14 – 10153 Torino
Associazione di Solidarietà - Onlus
339 – 5982381
sosyugoslavia@libero.it
c/c bancario:
SOS Yugoslavia IT56K0306909217100000160153
Banca Intesa - San Paolo
c/c postale: SOS Yugoslavia 78730587
Per quanto riguarda la nostra attività relativa al Kosovo, abbiamo i seguenti progetti:
Progetto Decani, Enclavi Methoija
Progetto Srecna Porodica ( Donne Vedove e Profughe di guerra del Kosovo)
Progetto Figli dei rapiti del Kosmet
Sostegno all'Ass. Sclerosi Multipla di Kosovka Mitrovica in Kosovo
Sostegno ai bambini dell'enclave serba di Orahovac nel Kosovo
Sostegno ai figli dei lavoratori Zastava disoccupati, nell'enclave di Gorazdevac
La documentazione relativa alla nostra attività e alla conoscenza della realtà socio economica e
culturale della ex Jugoslavia è a disposizione. Sono anche disponibili di chi vorrà sostenere questo
progetto: il DVD . " I Dannati del Kosovo"; il libro "Kosovo liberato"; il libro con le lettere dei
bambini di Orahovac "Dalla guerra all'assedio" con relativa mostra; il DVD: "Kosovo nove anni
dopo. La guerra infinita" di R. Iacona; il libro: "Ciò che eravamo..." Diario di una donna serba del
Kosovo Metohija di Radmila Todic-Vulicevic; il DVD " Viaggio nell'apartheid" di
E. Vigna e R. Veljovic, oltre ad altri libri, filmati e dossier, i cui introiti sono utilizzati per i progetti sopracitati.
Chi "sente" la gravità di quanto e' accaduto e accade, e giustamente s'indigna perché più cosciente
e informato, perché vede al di là dell'immediato e intravede la deriva tragica che può seguire e
dispone pure di buona volontà, s'impegni al nostro fianco.
Noi crediamo ci sia bisogno di una cultura popolare alternativa a quella dominante, che superi la
competizione fra i popoli.
Aiutare quelle famiglie particolarmente disagiate è una buona occasione per partecipare alla
costruzione di quella cultura.
Braccia tese, solidarieta' concreta con idee precise. GRAZIE.
Il Direttivo di: #SOS #Yugoslavia, #Kosovo, #Methoija
http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2014/01/kosoepolcimitnata.pdf

lettera aperta a tutti gli ebrei del mondo, anche se, per Rothschild Fmi, Spa, Banca Mondiale, è una barzelletta, un ebreo con le genealogie materne?
e se, per lui nessun ebreo vero è potuto morire, con il nazismo, comunque, voi non dovete più temere Rothschild, Fmi, Spa, FED, perché per me, voi siete ebrei veramente!

Politico serbo assassinato in Kosovo - Cronaca - Il Piccolo
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Usa. Rapporto del Pew Reserch Center: sempre più violata la libertà religiosa nel mondo
http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/18/usa._rapporto_del_pew_reserch_center:_sempre_pi%C3%B9_violata_la_libert%C3%A0/it1-765165
Il 74% della popolazione mondiale è esposta ad alti livelli di ostilità da parte di singoli o gruppi della società, che di fatto limitano l'esercizio della libertà religiosa. Si tratta della più alta percentuale negli ultimi 6 anni. Sul fronte invece delle restrizioni governative, il 64% dell'umanità vive in Paesi che limitano fortemente o impediscono addirittura la libertà religiosa e di coscienza. È quanto emerge dalla lettura dell'ultimo rapporto del "Pew Research Center's Forum on Religion & Public Life", presentato venerdì alle Nazioni Unite e ripreso da L'Osservatore Romano. Nell'ultimo anno preso in esame — i dati si riferiscono al 2012 — il numero di Paesi con un tasso molto alto di ostilità sociale contro minoranze religiose è salito a venti, rispetto ai quattordici dell'anno precedente e registra un record negativo. A questa lista, nel 2012 si sono aggiunti nuovi Paesi, soprattutto del Sudest asiatico. Ma i nuovi dati mostrano un aumento considerevole delle limitazioni di questo diritto fondamentale anche nei Paesi mediorientali e nordafricani, complici soprattutto gli sviluppi socio-politici sopraggiunti in seguito alle cosiddette primavere arabe. Inoltre, è aumentato anche il numero di governi che hanno stretto le maglie al libero esercizio di questo diritto umano fondamentale. Da quest'anno, figurano tra quelli con le più alte restrizioni anche Paesi che prima non figuravano in questa lista, come alcuni della zona caucasica. In sintesi, si può dedurre che le ostilità religiose sono aumentate in tutte le principali regioni del mondo, tranne le Americhe. La quota dei Paesi con un livello elevato o molto elevato di restrizioni governative sulla religione è rimasto più o meno lo stesso nell'ultimo anno di studio. Circa tre Paesi su dieci (29%) avevano un livello elevato o molto elevato di restrizioni governative nel 2012, rispetto al 28% nel 2011 e del venti per cento a partire da metà 2007. L'Europa ha segnato il maggiore aumento del livello medio di restrizioni governative nel 2012, seguita da vicino dal Medio Oriente-Nord Africa, l'unica altra regione in cui il livello medio di restrizioni governative sulla religione è aumentato. Tra i 25 Paesi più popolosi del mondo, alcuni hanno fatto registrare nel 2012 restrizioni governative e ostilità sociali. Come nell'anno precedente, il Pakistan ha fatto registrare il più alto livello di ostilità sociali che coinvolgono la religione. E per la prima volta il Myanmar è stato inserito tra i Paesi dove le ostilità sociali sono ritenute "molto elevate". I due indici presi in esame — quello delle ostilità sociali e quello delle restrizioni governative — guardano anche all'incidenza delle intimidazioni, persecuzioni o violazioni contro specifici gruppi religiosi. Pertanto, secondo i dati raccolti dal Pew Research Center, i cristiani nel 2012 hanno subito una qualche forma di maltrattamento in 110 Paesi del mondo. Seguono, in questa classifica, i musulmani, che ne sono vittima in 109, poi gli ebrei in 71, e via via indù e buddisti. Comunque, non c'è comunità religiosa che non risulti essere discriminata o perseguitata almeno in qualche parte del mondo. Nello studio, sono riportati anche casi specifici di ostilità contro le minoranze religiose. Episodi di tal genere sono stati registrati nel 47% dei Paesi nel 2012, nel 38% nel 2011 e del 24% nell'ultimo anno preso in esame. In particolare sono segnalati casi in Sri Lanka, Paese a maggioranza buddista, dove spesso vengono presi di mira luoghi di culto musulmani e cristiani, e in Egitto, dove si registra un incremento degli attacchi alle chiese copte e alle attività imprenditoriali gestite da cristiani. I Paesi più virtuosi in fatto di libertà religiosa risultano essere il Giappone, il Brasile e il Sud Africa, mentre l'Italia si colloca assieme a Gran Bretagna, Francia e Germania, nella classifica dei Paesi con "ostilità sociali alte". (I.P.)
Testo proveniente dalla pagina
http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/18/usa._rapporto_del_pew_reserch_center:_sempre_pi%C3%B9_violata_la_libert%C3%A0/it1-765165
del sito Radio Vaticana

Questi ragazzi s'erano riuniti nella piazza delle Tre Culture, quello scorso venerdì, per commemorare i loro morti, perché avevano già avuto dei morti, un centinaio credo, dal ventisei luglio, il giorno in cui sono incominciate le repressioni della polizia. Quel venerdì c'era la polizia, soltanto la polizia, non l'esercito; era riunita però sulla terrazza della Scuola numero 7, ancora occupata dalla truppe governative. Questa scuola si affaccia proprio sulla piazza delle Tre Culture. Dalla parte moderna della piazza i ragazzi erano arrivati, con i loro cartelli, erano intervervenute le madri dei ragazzi ammazzati dalla polizia. Avevo conosciuto in quell'occasione alcuni capi del Comitato della huelga, il comitato dello sciopero, e li avevo intervistati. I discorsi erano tenuti (questo è importante perché è lì che poi è successo il disastro ieri l'altro) dalla terrazza di un edificio, una specie di grattacielo popolare, che guarda proprio la piazza delle Tre Culture. A ogni piano di questo edificio che si chiama Chihuahua Building, c'è una grande terrazza con una balaustra abbastanza bassa e lì i ragazzi mettevano degli altoparlanti e parlavano. Era stata una manifestazione, ripeto, commovente perché ad un certo punto c'era stata la commemorazione dei morti: pioveva, e tutti questi ragazzi stavano immobili sotto la pioggia, e le madri dei ragazzi morti stavano immobili sotto la pioggia. Finita la manifestazione, anzi durante il minuto di raccoglimento per i morti, qualcuno aveva acceso un accendino, poi un altro, un altro ancora e poi un altro ancora e s'eran formati in tutta questa piazza come dei fuochi, piccoli fuochi fatui, dappertutto c'erano queste fiammelle: fiammelle e fiammelle e fiammelle, di accendini e di fiammiferi che finivano per bruciarsi sulle dita. Finchè qualcuno aveva avuto l'idea di arrotolare dei giornali e farne delle fiaccole e allora tutti si erano messi ad arrotolare giornali e fare fiaccole e la manifestazione s'era sciolta oserei dire pacificamente con questa grande fiaccolata. Capisci, avevano arrotolato i giornali, erano andati via uno a uno, una fila lunga lunga verso il ponte, queste torce accese, cantando le canzoni degli studenti. Le canzoni dicono: «Goya, Goya. Cachu, cachu rara, cachu cachu rara, Goya Goya Universidad». Non vuole dire niente, sono dei suoni da bambini, questa è la canzone dell'università; la canzone del Politecnico è: «Gueu, Gloria a la cachi cachi porra, a la cachi cachi porra Gueu pin pon porra Politecnico Politecnico gloria». Pensa un po' che canzoni pericolose. E cantando «pin pon porra cachu rara» questi ragazzi, con la loro fiaccolata, si allontanarono e questa era la pericolosa manifestazione che avrebbe dovuto mettere in pericolo la stabilità e l'attuazione delle Olimpiadi. Dopo questa manifestazione il governo messicano decise di togliere le truppe dall'università, che poi fu un'evacuazione parziale, gli studenti mercoledì indissero un'altra manifestazione, sempre nella piazza delle Tre Culture; gli studenti mi dissero che questa era una manifestazione importante e sarebbe stato bene se io l'avessi vista, e ci andai. (A questo punto nella registrazione si inserisce la voce di un medico che domanda a Oriana Fallaci come si sente. La risposta è: «Mal, doctor, muy mal. Mi duole tutta la schiena». Il medico dice che le farà un'iniezione per la notte. Il racconto riprende.) La manifestazione doveva avvenire alle cinque. A un quarto alle cinque io ero lì nella piazza delle Tre Culture e la piazza era già piena a metà. Nelle varie terrazze di questo edificio popolare che guarda la piazza, c'erano già vari capi degli studenti ma una gran parte si erano riuniti nella terrazza del terzo piano dove c'erano gli altoparlanti con le bandiere, le bandiere messicane e le bandierine dello sciopero che sono rosse e nere. Sono per noi colori anarchici, per loro no. Per i messicani la bandiera dello sciopero è una bandiera rossa e nera; non è né anarchica né non anarchica: è la bandiera dello sciopero. Gli operai quando sono in sciopero innalzano questa bandiera rossa e nera. Non sono anarchici più di quanto siano comunisti o cattolici, liberali o che altro. A un quarto alle cinque la piazza era già piena a metà, io sono arrivata, sono salita sulla terrazza del terzo piano e ho trovato Guevara che è uno dei capi, ho trovato Manuel un altro capo, un ragazzo che studia biologia ed è figlio di un contadino. Ho trovato Manuel che è figlio di un musicista e studia al Conservatorio, ho trovato Socrates, un altro dei capi, e ho trovato Maribilla una ragazza che studia, mi pare, medicina. Ho chiesto come si mettevano le cose, se c'era la polizia intorno, se si aspettavano un attacco e mi hanno detto di no, sembrava che la manifestazione fosse tranquilla. In realtà dalla terrazza della Scuola numero 7, dove la settimana avanti, durante l'altra manifestazione, quella della fiaccolata, avevo visto per tutto il tempo i granaderos con i mitra puntati, non c'era niente, non c'erano neanche i granaderos. Intanto la piazza si riempiva in un modo incredibile: guarda, nel giro di dieci minuti io credo che siano arrivate tremila, quattromila persone, perché ad un certo punto c'erano almeno seimila persone. Mentre la piazza si riempiva è arrivato Angel, un altro ragazzo dei capi del Comitato generale dello sciopero; sembrava molto turbato e mi ha detto: «Sai, sono in ritardo perché quasi tutta la piazza a tre o quattro chilometri da qui è circondata di autoblindo e di camion: a un certo punto c'è una strada sbarrata, mi sembra che fosse la strada Manuel Gonzales, sbarrata con ben trenta camion carichi di soldati con le mitragliatrici e non lasciano passare nessuno. Ho dovuto fare un lungo giro e per questo sono arrivato in ritardo». Ora sono confusa, faccio male il racconto. Dopo la manifestazione i ragazzi volevano andare a una delle scuole del Politecnico che è ancora occupata dall'esercito, capito? Volevano andare a fare una manifestazione lì. Quando Angel è arrivato, dicendo che c'era l'esercito e la polizia schierata dappertutto, i ragazzi tra di loro si sono riuniti e hanno deciso di non andare più perché, hanno detto, se andiamo tutti lì dove ci stanno aspettando con i bazooka sembra che vogliamo provocarli. Al che io gli ho detto per carità non andate, non lo fate, lasciate perdere, è inutile, è una bravata superflua, non ci andate. Allora il Socrates è andato al microfono, in questa piazza che continuava a riempirsi, e ha detto: «Compañeros, abbiamo cambiato idea, volevamo andare a manifestare davanti alla scuola. Non ci andiamo più, perché l'esercito ci sta aspettando con le autoblindo, con i bazooka. Andarci è una provocazione inutile, per cui mi raccomando, compañeros, appena la nostra riunione sarà conclusa disperdetevi e andate alle nostre case». La folla, i ragazzi rumoreggiavano un po': erano un po' delusi; ma era evidente che avevano deciso di rinunciare alla sfilata in direzione della scuola, mi pare fosse la scuola di Economia e Commercio. Hanno incominciato la riunione vera e propria. I discorsi sono stati aperti dalla ragazzina Maribilla la qualche ha detto: «L'esercito ha evacuato la nostra lotta fino all'applicazione di tutti i sei punti». La Maribilla è una ragazzina di circa diciotto anni, graziosina, un po' sciupata da un labbro leporino, gentile, un po' timida, parlava con una vocina che sembrava un uccellino: anche con l'altoparlante non si sentiva niente.
Dopo ha preso la parola Socrates, che sembra un bambino coi baffi, ha la faccia di un bambino, come quella di Emiliano Zapata, ha diciotto-diciannove anni e questi immensi baffi che è tutto quello che gli è rimasto dei capelloni lunghi perché i ragazzi fino all'agosto scorso avevano i capelli lunghi, non perché volessero fare gli hippies, non perché volessero imitare i Beatles, ma perché c'è una tradizione al Messico che i rivoluzionari hanno i capelli lunghi. Così fino a poco tempo fa, i ragazzi portavano tutti i capelli lunghi. Quando la polizia ha cominciato a fotografarli, a seguirli, ad arrestarli, c'è stata una ecatombe di capelli lunghi e di baffoni e l'unico che non ha voluto rinunciare ai baffi è stato il Socrates, poveretto, che con i suoi baffoni è andatati lì al microfono e ha detto: «Compagni, questa è una manifestazione pacifica, noi oggi l'abbiamo indetta innanzitutto per festeggiare l'evacuazione della nostra università da parte delle truppe governative, poi per chiedere che il resto delle scuole secondarie vengano anch'esse liberate dalla presenza dei soldati e infine per indurre i compañeros a cominciare, a partire da lunedì, uno sciopero della fame, per dimostrare che noi non vogliamo attaccare nessuno. Cerchiamo d'ora innanzi dei sistemi pacifici. Lunedì cominceremo, chiunque vorrà partecipare a questo sciopero della fame si sistemerà nella città universitaria dinnanzi alla piscina olimpica… che farà lo sciopero della fame fino alla fine delle Olimpiadi». Socrates aveva appena finito di parlare, che un elicottero ha cominciato a volare sopra la piazza, un elicottero verde dell'esercito, in cerchi concentrici, sempre più bassi, sempre più bassi. Io mi sono preoccupata e ho detto a Manuel: che cos'è questa storia? Lui mi ha risposto di non preoccuparmi; i ragazzi non erano eccitati, erano tranquilli, quieti. Mentre si discuteva della presenza dell'elicottero, l'elicottero ha lanciato due bengala verdi. Ora, venendo dal Vietnam, so benissimo che tutte le volte che un elicottero o un aereo butta giù un bengala, è perché vuole localizzare il punto da colpire. Allora io mi sono preoccupata e ho detto subito a questi ragazzi: guardate che sta buttando i bengala, se butta giù i bengala vuol dire che hanno intenzione di sparare. Ma loro non mi hanno preso sul serio. Siccome sapevano che ero stata in Vietnam hanno detto: «Eh, tù ves las cosas come en Vietnam». Non avevano finito di parlare che si è sentito un gran fracasso, un grande rumore di camion e di carri armati e la piazza è stata letteralmente circondata dalle quattro parti, perché l'edificio dove eravamo noi, questo terzo piano dove c'erano gli studenti, guarda la piazza, quindi da qualsiasi parte si guardasse, si vedevano arrivare camion e autoblindo. Sul fondo, di fronte all'edificio, c'è una specie di cavalcavia e si sono piantati su questo cavalcavia. I camion si sono aperti, cioè la parte posteriore dei camion, i soldato si sono buttati giù sparando. Ma non sparando in aria, sparando in basso, i fucili non li tenevano in alto, li tenevano in basso. Per due o tre minuti siamo rimasti sbalorditi, allibiti quasi, per questa cosa; questa cosa era un incubo, era al di là dell'assurdo perché non era successo niente che potesse giustificare l'arrivo di queste truppe. Stavano dicendo che volevano indire lo sciopero della fame lunedì! I ragazzi hanno cominciato a scappare. Socrates, non essendosi ancora reso conto che stavano sparando veramente alla folla, è andato al microfono e ha detto: «Compañeros, compañeros, calma calma calma, es una provocaciòn, es una provocaciòn!». Ma loro continuavano a scappare, volevano venire in avanti, E ad un tratto ho cominciato a vederli cadere, sai quando vai a caccia e le lepri corrono, come fanno le lepri quando le colpisci, fanno una specie di capriola e poi restano lì. Da lontano si vedevano piccoli, e si vedevano queste lepri, che correvano e facevano una capriola, bom! E restavano in terra. Io ero immobilizzata, letteralmente immobilizzata al balcone e guardavo la confusione violenta, tremenda che era scoppiata e sentivo Socrates che stava raccomandando alla folla la calma: ma non so che razza di calma potesse raccomandare a questo punto perché erano già cominciati a cadere i primi morti. Davanti a me c'era la piazza, la grande piazza rettangolare che dalla nostra parte, dove eravamo noi, finisce in una grande scalinata. Ora c'è una cosa ti voglio spiegare, ti ricordi nel film della corazzata Potiomkin quella scena della folla che scappa per quella scalinata e restano quelle donne, quei bambini, tutti ciondoloni, ecco sembrava la corazzata Potiomkin, questa scalinata ripida dove restavano tutti in giù, a testa in giù, era una cosa spaventosa. Noi eravamo chiusi in trappola, ci eravamo resi conto benissimo che stavano puntando verso di noi, verso il terzo «piso», il terzo piano, dove c'erano gli altoparlanti, ma ho capito anche che non c'era nulla da fare. Voglio dire ho fatto il movimento di andare verso l'ascensore, ma l'ascensore era stato bloccato, capisci, nello stesso momento la Maribilla che era scesa giù, è arrivata gridando, chiamando Angel, e Angel è sceso giù al piano terreno e quando è sceso giù al piano terreno ha trovato decine, decine, decine di poliziotti in borghese che hanno cominciato a gridare «figlio de chingada», «hijo de puta», «figlio di cane», «donde vas hijo de chingada», allora Angel e gli altri dicevano «Abajo, abajo!» e allora loro hanno detto «Arriva, arriba!» e li hanno mandati su. Io mi sono girata voltando le spalle al massacro che era cominciato nella piazza e ho visto piombare, come nei film, una quarantina, una cinquantina prima, poi una sessantina di uomini di mezza età in borghese, in camicia, avevano tutti la camicia bianca, la mano sinistra dentro un guanto bianco, oppure fasciata in un fazzoletto bianco, era per riconoscersi, perché erano in borghese.
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2_2. Oriana Fallaci da Città del Messico [ il massacro degli innocenti, come si soffoca le aspirazioni di democrazia, di un popolo, la predazione delle Corporazioni Spa, americane Spa, Fmi-Nwo ]. Sono entrati sparando, hanno cominciato a sparare con queste rivoltelle dappertutto, non addosso alla gente, devo dire, ma per terra dappertutto, e agguantando la gente. Socrates è scomparso, io non l'ho più visto Socrates, Angel era già scomparso prima, quando la Maribilla era venuta a dire che c'erano i poliziotti. Io mi sono ritrovata insieme a Moises, che è un ragazzino del Politecnico, figlio di un contadino, a Manuel, un amico mio, e ho guardato i poliziotto venire avanti, in uno stato di totale stupore, anche se per stupire me ce ne vuole parecchio e per stupirmi dopo che avevo visto quello che stava succedendo nella piazza, quel piombare senza ragione, ce ne voleva ancora di più. Ma era talmente pazzo il piombare di questi qua, che li guardavo sbalordita.
Una guardia mi ha preso pei capelli, io ho i capelli lunghi, mi ha agguantata per i capelli, sai come nelle vignette dell'uomo delle caverne che agguanta la donna per i capelli, e prendendomi pei capelli (io credo che gliene siano rimasti un bel po' in mano), mi ha fatto fare mulinello, mi ha letteralmente scaraventata contro il muro. Sono rimasta qualche secondo stordita, naturalmente. Non so se avete capito com'era la terrazza. C'è questa terrazza grande, con le scale dalle parti, poi c'è il muro con i due ascensori e poi c'è la balaustra. Lui m'ha buttato contro il muro dalla parte dove ci sono gli ascensori. Quando mi sono ripresa mi sono trovata da Moises e Manuel, gli altri erano spariti, nello sfondo c'erano altri, giornalisti tedeschi, olandesi, c'era un giapponese, dei francesi, eccetera. E questo qui che gridava «Detenidos, detenidos, detenidos!», cioè arrestati, arrestati, arrestati. Io sono rimasta in piedi. Intanto continuava la sparatoria nella piazza, ma non era ancora una sparatoria violenta. Io ho detto una parola: «Yo italiana». Chissà perché ho detto italiana, mi è venuto così per istinto di sopravvivenza, non lo so. Quello ha preso e mi ha messo la rivoltella alla tempia. A questo punto, ti dico la verità, io avrei voluto dire periodista, giornalista, ma non sono riuscita a dirlo, con quella pistola puntata alla tempia e col pensiero che se avessi voluto tentare di dimostrarlo, non avrei neanche potuto, perché far vedere un documento, soltanto mettere la mano nella tasca della giacchetta (avevo i pantaloni e la giacchetta) e tirar fuori un documento voleva dire farti sparare, perché si dovevano tenere le mani quelli lì facevano partire un colpo. Ci hanno fatto mettere… Dunque sta' a sentire: loro ci hanno fatto mettere al muro. Devo dire che fino a quel momento, malgrado la tremenda sparatoria fosse già cominciata, io non ero spaventata, un po' perché c'era Manuel, questo ragazzo che continuava a dire: «Lo fanno per ragioni psicologiche», un po' perché ero andata a intervistare il capo della polizia, quel generale Queto di cui gli studenti chiedono le dimissioni insieme allo scioglimento del corpo dei granaderos. Ero stata ricevuta da questo signore nel suo bellissimo ufficio ed egli aveva incominciato a intrattenermi a lungo sui vini italiani, sul fatto che a lui piace il Bardolino e il Chianti meno, che c'è un ristorante che si chiama Mamma Roma, Mamma Maria, non mi ricordo come a New York. Quando poi gli avevo posto delle domande precise, gli avevo chiesto spiegazioni sul fatto che la polizia attaccava gli studenti, sparava sulla popolazione, con aria tranquilla mi aveva detto: «Ma no, ma nada, no pasa nada, no pasa nada nunca, mentira, mentira». E aveva aggiunto: «Lei ha visto che anche l'ultima volta vi è stata la manifestazione alla piazza delle Tre Culture, non è successo niente».
Ed era vero che non era successo niente, capisci. Così io non ero eccessivamente spaventata. Il capo stesso della polizia mi aveva rassicurata. La mia sola preoccupazione era data, devo dire, dalla presenza di questi poliziotti in borghese con il guanto bianco per riconoscersi, con le pistole puntate. Intanto la sparatoria si era fatta ancora più intensa. Le raffiche partivano dalle mitragliatrici delle autoblindo, che circondavano la piazza, e dai mitragliatori e dai fucili automatici dell'esercito, e dai granaderos, i granatieri che qui chiamano granaderos, e infine da questo elicottero che si abbassava sempre di più, capisci, e sparava sulla folla ormai sparsa per tutta la piazza e sulla terrazza dove eravamo noi. Ho spiegato che su questa terrazza l'unico punto in cui si poteva cercare un pochino di protezione era sotto la balaustra, sotto il muricciolo, e sotto il muricciolo si sono messi tutti questi poliziotti col guanto bianco e le rivoltelle in pugno, puntate contro di noi e noi, che eravamo i detenidos, gli arrestati, siamo stati messi invece dalla parte del muro. Così eravamo un bellissimo bersaglio per quelli che sparavano dalla piazza, dall'elicottero, eravamo un bersaglio per tutti.
(A questo punto la voce di Oriana Fallaci si interrompe. Quando si riprende dice: «Scusami, ferma un momento il magnetofono che mi sento male, molto male. Mi sento morire…») Ecco, riprendiamo. Vedi, quando io dico che era peggio che nel Vietnam, voglio dire che nel Vietnam, quando sei dentro una battaglia, cerchi di ripararti, di salvarti, ti butti in un buco, ti butti in un bunker, ti ripari dietro qualche cosa e mentre fai questo non c'è mica un poliziotto con la rivoltella spianata che te lo impedisce. E non potevi trovare nessun rifugio, non potevi entrare in nessun buco, non c'era nessun bunker nel quale ti potevi rifugiare e tutte le volte che cercavi di muoverti di un millimetro da quel muro maledetto che costituiva il bersaglio principale e contro il quale ci avevano messi e cercavi di andare un pochino più in là dove c'era il muricciolo, questi poliziotti distesi per terra ti sparavano addosso, capisci? Sparavano contro il muro. Hanno sparato due o tre volte nel muro! Hanno sparato nell'ascensore due o tre volte. In questa sparatoria tremenda, mi cadevano i bossoli tutto d'intorno. A un certo punto io ho detto: «Por favor, por favor quiero me haga venir, me haga venir cerca, cerca!», gliel'ho detto anche in inglese: «Please, please let me come there, please please here is too dangerous, too bad, please»: per favore qui è troppo pericoloso, lasciatemi venire lì. Ma loro mi rispondevano puntandomi l'arma contro e sparando nel muro.
Quindi io non mi potevo muovere, comprendi, non mi potevo muovere assolutamente. L'incubo per cui io alla notte mi sveglio come impazzita è questo, è un incubo da racconto di Poe. C'è il fuoco da tutte le parti, sei inseguito come uno scorpione circondato dal fuoco, che non soltanto ti sparano da tutte le parti ma non puoi neanche metterti in salvo perché quando fai un movimento per metterti in salvo te lo impediscono e ti sparano addosso. Poi qualcuno deve avermi dato l'ispirazione per togliermi da quella posizione terribile, lì in piedi, a fare da bersaglio. A un bel momento ho finto di svenire, sicché sono calata giù come uno straccio, gli altri hanno fatto lo stesso e quelli ci hanno lasciato fare. Allora siamo rimasti in quel modo sdraiati a pancia a terra. Io mi trovavo fra questi due studenti, questo Moises e questo Manuel: Moises è rimasto subito ferito alla mano perché ho visto che la mano era tutta insanguinata. Manuel cercava di proteggermi e quando la polizia si è accorta che lui cercava di proteggermi un poliziotto ha incominciato a gridare perché ci staccassimo. Per quanto possibile cercava di proteggermi, mi teneva le mani sulla testa, e mi tenevo anch'io le mani sulla testa. La polizia allora, sempre puntando le rivoltelle, ha ordinato a lui di staccarsi e a tutti e due e anche a Moises di alzare le mani in modo che non ci potevamo neanche proteggere la testa dalle schegge. Niente, capisci: è questa la cosa meravigliosa.
Quando Manuel si è staccato da me e Moises si è staccato, io centimetro per centimetro, perché stavo tutta distesa bocconi sullo stomaco, perché mi sentivo più sicura, ho cominciato a scivolare lungo il muro e sono riuscita a spostarmi di un metro indietro mentre questo poliziotto gridava e mi puntava la rivoltella. Questo movimento è stato quello che mi ha salvato, perché se no la pallottola mi sarebbe arrivata nella testa anziché nelle spalle. La sparatoria era ininterrotta, ho detto che sparavano da tutte le parti mentre noi eravamo sempre sotto le rivoltelle della polizia. A un certo punto l'elicottero si è abbassato, si è sentita una grande raffica e io ho avvertito come due o tre pezzi di sasso che si abbattevano sopra di me e un coltello che mi entrava nella schiena. Il coltello era la scheggia della pallottola dell'elicottero che si è fermata a pochi millimetri dalla colonna vertebrale. Un'altra scheggia è entrata nel ginocchio sinistro e mi ha squarciato tutta la gamba in quel punto, però ho avuto questa fortuna incredibile che il professor Viale ha definito una fortuna scandalosa perché è andata a incastrarsi tra l'arteria principale e tutti i legamenti nervosi e la vena, senza tagliare né l'una né l'altra. Un'altra ancora è entrata nella coscia. È entrata da una parte ed è uscita educatamente da quell'altra, senza fare nulla, lasciando solo due o tre schegge che risultano dalla radiografia ma che non possono togliere. Resteranno sempre lì tanto non mi danno noia e io le tengo come ricordo. [...]
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